Il cinema in Italia
 

Ricordando Tonino Valerii, uno dei maestri dimenticati del cinema italiano

eastaldi@gmail.com 21 Mag 2017 00:18
Ricordando Tonino Valerii, uno dei maestri dimenticati del cinema italiano

Niccolò Berretta
May 20 2017, 12:21pm
Regista di genere, ha lavorato coi nomi più grandi del cinema western—ma non
ha mai ******* della fama che gli sarebbe spettata.
Ho conosciuto Tonino Valerii perché abitavamo nello stesso quartiere, a piazza
Vescovio a Roma. Tonino era un cliente del negozio di abbigliamento dei miei
genitori e quando provai ad accedere al Centro Sperimentale di Cinematografia
mio padre mi mandò a casa sua per prendere lezioni di regia. Avevo 18 anni, e
mi recavo a casa sua alle 15 una volta a settimana. Eravamo entrambi appesantiti
dal pranzo e seduti uno di fronte all'altro nel suo salotto parlavamo per circa
un'ora. Ogni tanto vedevamo dei film, ma principalmente parlavamo di vita, di
donne e qualche volta di cinema.
Tonino una volta mi disse: "Quando la televisione non era ancora stata
inventata, il cinema era l'unico modo per diffondere film. Le sale erano come un
rituale, e come accade in chiesa tanta gente si riunisce nello stesso posto per
i medesimi motivi. Sia alla base di una messa che alla base di un film abbiamo
l'inizio di una storia, lo sviluppo della storia, e la morte di Gesù, o la
morte del racconto. Poi ci sono la rinascita e resurrezione, che si identificano
nel trionfo."

Tonino è morto il 13 ottobre 2016 a Teramo dopo aver vissuto per una vita a
Roma. Ha fatto diversi film di genere—tra cui Per il gusto di uccidere, I
giorni dell'ira, Il prezzo del potere, La ragazza di nome Giulio, Il mio nome è
nessuno, Una ragione per vivere e una per morire e Mio caro assassino—oltre a
diverse serie televisive.
Oggi, 20 maggio 2017, avrebbe compiuto 83 anni. Per ricordarlo ho intervistato
tre persone che nella loro carriera hanno collaborato con lui. Le foto di
backstage a corredo mi sono state gentilmente fornite dalla moglie Rita, e sono
state accuratamente scansionate da mio padre Andrea Berretta, grande ammiratore
di Tonino.
ERNESTO GASTALDI, HA LAVORATO CON VALERII COME SCENEGGIATORE DE I GIORNI
DELL'IRA, UNA RAGIONE PER VIVERE E UNA PER MORIRE E IL MIO NOME È NESSUNO
VICE: Come vi siete conosciuti lei e Tonino Valerii? Com'era sul set?
Ernesto Gastaldi: Ci siamo conosciuti al Centro Sperimentale di Cinematografia
di Roma, nel 1955. Sul set era autoritario, autorevole. Ebbe qualche timidezza
quando si trovò a dover dirigere un mostro sacro come Henry Fonda, ma questi lo
rassicurò dicendogli che doveva trattarlo come l'ultima delle comparse.
Tonino sosteneva che per realizzare un buon film bisogna seguire tre regole: 1)
una buona sceneggiatura 2) una buona sceneggiatura 3) una buona sceneggiatura.
Con questi presupposti immagino che la vostra collaborazione sia stata molto
stimolante. Come era Tonino durante la costruzione dei suoi film?
Usavamo dire, noi sceneggiatori, ai registi, che noi eravamo SHAKESPEARE e loro
gente che metteva in scena. Al di là dello scherzo Tonino un po' lo pensava
davvero. È facile fare un brutto film da una bella sceneggiatura, ma è
difficile fare un buon film da una cattiva sceneggiatura.


Molte volte ho letto che Tonino aveva vissuto nell'ombra di Sergio Leone.
Vedendo la sua filmografia penso che l'abbiano fatto passare per tale, ma che
lui in realtà non ci si sia mai sentito, nell'ombra. Cosa pensa del rapporto
tra Sergio Leone e Tonino Valerii?
Tonino non è stato l'ombra di nessuno. Con Sergio aveva fatto latto l'aiuto nel
me*****cre Per qualche dollaro in più e quando Sergio cacciò Michele
Lupo—che doveva essere il regista de Il mio nome è nessuno—e io gli
ricordai Tonino, Leone subito aderì al suggerimento con entusiasmo.
Mi chiedo, perché un autore come Tonino non viene ricordato praticamente da
nessuno? È il cinema a essere cambiato, i gusti del pubblico italiano o il
fatto che Valerii non sia sceso a compromessi?
Tonino non è sceso ad alcun compromesso, di che tipo poi? Anche quando Tonino e
altri grandi, come Bava, Freda, Margheriti, Lenzi, Sergio Martino, Luciano
Ercoli, Duccio Tessari, Lucio Fulci producevano film di genere di successo
mondiale, i nostri critici li snobbavano. Lo hanno fatto anche quando sono
scomparsi. In Italia è così, bisogna rassegnarsi.
Perché per apprezzare quel momento d'oro del cinema italiano dobbiamo aspettare
il "nulla osta" di Tarantino?
Per il motivo detto sopra: anche negli anni d'oro la critica non si occupò
molto dei nostri western, dei nostri gialli, dei nostri polizieschi. Miopia.


Che idea si era fatto Valerii del cinema di oggi?
Il taglio è quello della pubblicità, la musica a volume da discoteca, spesso i
film non cominciano dall'inizio e poi rimediano con flashback: si ha
l'impressione che se raccontassero la storia nella logica sequenza dei fatti ci
si annoierebbe.
Cosa ha rappresentato Tonino Valerii per il cinema Italiano?
L'opera di valente artigiano, che spesso ha sfiorato le vette dell'arte.

CLAU***** CINI, HA LAVORATO CON VALERII COME SCENOGRAFO DI MIO CARO ASSASSINO
VICE: Come vi siete conosciuti con Tonino?
Clau***** Cini: Facevo l'aiuto a uno scenografo che si chiamava Piero Filippone.
Filippone era un amico di Sergio Leone e Tonino faceva l'aiuto regista a Sergio
Leone, perciò quando fece il suo film I giorni dell'Ira si rivolse a Filippone
perché era il più grande scenografo su piazza, e di conseguenza facendo
l'aiuto a lui ho conosciuto Tonino. Era il 1967.
Perché Tonino non viene ricordato dignitosamente?
Lui era una persona squisita—peculiarità che forse non gli ha dato risalto
nel mondo del cinema. Magari se lo chiedi a un ventenne non lo conosce, però
quelli della fascia di quarant'anni hanno visto tutti i film di Tonino Valerii.
Secondo me il fatto che lui non abbia avuto questo risalto enorme era dovuto un
po' al suo carattere di coccio da vero abruzzese, con tutto il rispetto per gli
abruzzesi. Il quadrato non può diventare tondo.
Com'era fuori dal set?
Era un amicone, una persona tranquilla, però non lo smuovevi minimamente. È un
bene come un peccato allo stesso tempo. Se non avesse avuto quel carattere non
sarebbe arrivato dove è arrivato. Sai come è fatto il cinema, finzione che
diventa realtà o realtà che supera la finzione, e lui quel trapasso non l'ha
mai fatto. Però per quello che ricordo io che c'ho lavorato era una persona che
per il lavoro sembrava una troupe di cinesi che fanno la Apple.


Ai tempi di Mio caro assassino io stavo facendo Vado, l'ammazzo e torno [
diretto da Enzo Castellari] quando mi chiamò il mio capo, lo scenografo, e mi
disse che dovevamo tornare perché stavano correndo moltissimo e gli serviva un
aiuto per preparare tutti i set. Da quel giorno ho dormito due o tre ore a notte
perché Tonino era una macchina. Era innamorato visceralmente del suo lavoro,
non sarebbe mai andato in pausa, voleva soltanto girare. Aveva questa bramosia
di correre perché aveva il dovere nei confronti del produttore di consegnare il
lavoro. Mio caro assassino era un film complesso, in una Spagna pre caduta di
Franco, di conseguenza una Spagna un po' strana, ma affascinante.

Com'è il cinema oggi visto da ex addetto ai lavori e da spettatore?
Da spettatore ci sono due registi che mi piacciono: Sorrentino e Garrone. Altri
non mi piacciono perché non fanno il cinema, fanno il compito che gli ha dato
la maestra. Quando io facevo il cinema c'erano i generi, come se ti fai
l'abbonamento a Sky e vedi la commedia, i ******* animati, il poliziesco...
I produttori, con i soldi che facevano dai "filmetti", producevano i film di
Fellini, Visconti, Rosi, quei film più impegnati che avrebbero portato meno
soldi ma anche una medaglia, una coppa, capito?

Ai tempi di Valerii si facevano 350 film all'anno, oggi stiamo sotto la Turchia.
Il livello del cinema oggi è una schifezza, quelli mica lo conoscono Valerii.
Te l'ho detto: per me sono due che fanno il cinema oggi, tanto è vero che
c'hanno investito gli americani.
Come scenografo rifarebbe la stessa carriera?
Ma certo, io oltre che lavorare mi sono divertito. La cosa che mi ha affascinato
di più era di poter utilizzare l'immaginazione. Ho avuto la fortuna di lavorare
abbastanza con Filippone, che faceva quattro o cinque film insieme e faceva
lavorare noi che eravamo ragazzi. Eravamo affascinati da questa persona, era un
altro cinema.
Mi può raccontare un aneddoto con Tonino?
Riguarda l'ultimo film che dovevo fare con Tonino, con Van Johnson e Giuliano
Gemma, Il prezzo del potere. Tonino mi aveva raccomandato perché avevamo fatto
Mio caro assassino. Insomma, andiamo a parlare dal produttore e come entriamo
dentro l'ufficio, dopo essersi presentato lui comincia a fare: "Mi raccomando
qui non c'è una lira!"
Non essendoci il digitale se nei film western dovevi rompere una parete dovevi
costruire una parete che andava rotta, qualche cosa di legname la dovevi
comprare! Il produttore va avanti così, mentre Tonino proponeva le scene quello
sistematicamente guardava me e mi diceva: "Oh spesa poco!"
C'è un detto che riguarda i toscani: preferiscono dire una battuta e perdere un
amico che non dirla. Perciò non ce l'ho fatta più e gli ho detto: "Scusi ma un
pacco di cantinelle lo possiamo comprare?" Allora lui mi invita a lasciare
l'ufficio, esco dalla stanza e aspetto. Poi Tonino esce fuori—era dispiaciuto,
demoralizzato, perché il produttore gli aveva detto: "Questo mi ha preso per il
******* io non lo voglio sul film!"

GEORGE HILTON, HA LAVORATO CON VALERII COME ATTORE DI MIO CARO ASSASSINO
VICE: Come vi siete conosciuti lei e Tonino Valerii?
George Hilton: Mi ha fatto chiamare per conoscermi di persona. Non era molto
convinto che fossI l'ideale per interpretare quel personaggio del commissario
normale e perdente suggeritogli dal produttore Manolo Bolognini e dalla
Distribuzione Jumbo.
Alla fine come avete costruito su di lei il ruolo dell'ispettore Peretti di Mio
caro assassino?
Ha voluto che avessi i baffi, e mi ha allargato le narici con dell'ovatta per
rendermi più normale e credibile. Era convinto che il pubblico mi vedesse come
l'eroe bello e dannato di tanti film.
Le riprese del film invece, tutto girato in inglese, sono state piacevoli e dure
allo stesso tempo perché Tonino era molto severo e sapeva esattamente quello
che voleva.
Come si rapportava Tonino con gli attori?
Dagli attori esigeva il massimo, ma sempre con grande cordialità.
Mi può raccontare un aneddoto con Tonino?
Un episo***** che mi è rimasto impresso è quando nella scena finale dovevo
fare il monologo scoprendo l'assassino. Tonino ci ripensò, riscrisse quasi
tutto il testo e mi disse: "Ti do trenta minuti per studiartelo e giriamo."
Io con una memoria di ferro (all'epoca) e in inglese, che non è la mia *******
lo recitai con un applauso finale della troupe. Penso che Tonino Valerii sia
stato un grande regista che avrebbe meritato più riconoscimenti nel cinema
italiano.
Giacobino da Tradate 21 Mag 2017 07:08
Il 21/05/2017 00:18, eastaldi@gmail.com ha scritto:

> Con Sergio aveva fatto l'aiuto nel me*****cre Per qualche dollaro in più

perche' "me*****cre"?




--
La cricca dei giacobini (C) M.G.
Scroogle 21 Mag 2017 12:46
eastaldi@gmail.com <eastaldi@gmail.com> ha scritto:

> Ricordando Tonino Valerii, uno dei maestri dimenticati del cinema
> italiano

http://gul.ly/e3eqt
Once Upon a Time... 22 Mag 2017 10:29
Il giorno domenica 21 maggio 2017 07:08:08 UTC+2, Giacobino da Tradate ha
scritto:
> Il 21/05/2017 00:18, eastaldi@gmail.com ha scritto:
>
>> Con Sergio aveva fatto l'aiuto nel me*****cre Per qualche dollaro in più
>
> perche' "me*****cre"?
>

Non è la prima volta che lo scrive...
Se il me*****cre fosse in riferimento solo agli altri film di Leone,
potrebbe essere al limite accettabile (ovviamente per me non esiste).
Ma in riferimento agli altri western all'italiana diventa assurdo.
C'è un vero e proprio abisso tra i western di Leone e tutti gli altri.

Leone giocava in premier league, insieme a Ford, Houston, Peckinpah.
Gli altri italiani al massimo lottavano per la salvezza in seconda
divisione...

Michele
eastaldi@gmail.com 25 Mag 2017 12:57
Il giorno domenica 21 maggio 2017 07:08:08 UTC+2, Giacobino da Tradate ha
scritto:
> Il 21/05/2017 00:18, eastaldi@gmail.com ha scritto:
>
>> Con Sergio aveva fatto l'aiuto nel me*****cre Per qualche dollaro in più
>
> perche' "me*****cre"?

Perchè è il film meno riuscito di Leone, (IMHO) una trama improbabile, quando
conobbi Sergio mi fece rivedere tutti i suoi film fatti fino ad allora
(praticamente tutti meno "C'era una volta in America", una scorpacciata nella
sua saletta privata, e io gli feci notare le incongruenze che notavo (era prte
del mio lavoro dare il più possibile logicità alle storie) e anche lui
convenne se ne Il Pugno di dollari" ce n'erano un paio " Pe qualche dollaro in
più" er giocato sull'improbabilità. Perfetto era "il buono, il brutto, il
cattivo" e via via gli altri, con piccole illogicità, ma sorvolabili.
shooter.460@gmail.com 29 Mag 2017 15:48
Il giorno giovedì 25 maggio 2017 12:57:59 UTC+2, east...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno domenica 21 maggio 2017 07:08:08 UTC+2, Giacobino da Tradate ha
scritto:
>> Il 21/05/2017 00:18, eastaldi@gmail.com ha scritto:
>>
>>> Con Sergio aveva fatto l'aiuto nel me*****cre Per qualche dollaro in più
>>
>> perche' "me*****cre"?
>
> Perchè è il film meno riuscito di Leone, (IMHO) una trama improbabile,
quando conobbi Sergio mi fece rivedere tutti i suoi film fatti fino ad allora
(praticamente tutti meno "C'era una volta in America", una scorpacciata nella
sua saletta privata, e io gli feci notare le incongruenze che notavo (era prte
del mio lavoro dare il più possibile logicità alle storie) e anche lui
>convenne se ne Il Pugno di dollari" ce n'erano un paio " Pe qualche dollaro >in
più" er giocato sull'improbabilità.

Perchè?




"N"
eastaldi@gmail.com 30 Mag 2017 19:04
Il giorno lunedì 22 maggio 2017 10:29:19 UTC+2, Once Upon a Time... ha scritto:
> Il giorno domenica 21 maggio 2017 07:08:08 UTC+2, Giacobino da Tradate ha
scritto:
>> Il 21/05/2017 00:18, eastaldi@gmail.com ha scritto:
>>
>>> Con Sergio aveva fatto l'aiuto nel me*****cre Per qualche dollaro in più
>>
>> perche' "me*****cre"?
>>
>
> Non è la prima volta che lo scrive...
> Se il me*****cre fosse in riferimento solo agli altri film di Leone,
> potrebbe essere al limite accettabile (ovviamente per me non esiste).
> Ma in riferimento agli altri western all'italiana diventa assurdo.
> C'è un vero e proprio abisso tra i western di Leone e tutti gli altri.
>
> Leone giocava in premier league, insieme a Ford, Houston, Peckinpah.
> Gli altri italiani al massimo lottavano per la salvezza in seconda
> divisione...
>
> Michele

Sì, ma da IL BRUTTO, IL BUONO, IL CATTIVO in poi. Il primo era copiato
inquadratura per inquadratura dl film di Kurosawa, il secondo ha una trama con
avvenimenti abbastanza improbabili, tannto da far dire a Duccio che era una
cretinata.
E' buffo quello che scrivi, mi ricorda un aneddoto capitato fra me e Sergio
durante la stesura della mia sceneggiature IL MIO NOME E' NESSUNO. Io scrivevo
la notete poi gli leglevo le scene il giorno dop,. Arrivati a quella in cui i
"cattivi" tentao di corrompere Nessuno affichè ammazzi Beauregard, Srgio storse
il naso e mi disse che era una scena da serie B. Io allora ero fumantino e gli
risposi che anche lui era in serie B e doveva anora vincere il campionato,
perchè in serie A c'erano Fellini, DeSica, Rossellini.... e me ne andai. Ci fu
così una sospensione di 20 giorni, poi Sergio mi telefono chome se nulla fosse
accaduto e e riprendemmo la collaborazione. In Serie A Sergio è arrivato con
"C'era una volta in America", anche qui film pieno di incongruenze e illogicità
ma un CAPOLVORO.
Tuttavia i film di Tonino, specialmente I GIORNI DELL'IRA, UNA RAGIONE PER
VIVERE E UNA PER MORIRE e IL MIO NOME E' NESSUNO sono piuttosto belli. Sarà che
gliel'ho scritti tutti io... ;-)
Scroogle 30 Mag 2017 21:02
eastaldi@gmail.com <eastaldi@gmail.com> ha scritto:

> Tuttavia i film di Tonino, specialmente I GIORNI DELL'IRA, UNA RAGIONE PER
> VIVERE E UNA PER MORIRE e IL MIO NOME E' NESSUNO sono piuttosto belli. Sarà

> che gliel'ho scritti tutti io... ;-)

Okay ma perche` urli?
ADPUF 31 Mag 2017 02:41
Scroogle 21:02, martedì 30 maggio 2017:
> eastaldi@gmail.com <eastaldi@gmail.com> ha scritto:
>
>> Tuttavia i film di Tonino, specialmente I GIORNI DELL'IRA,
>> UNA RAGIONE PER VIVERE E UNA PER MORIRE e IL MIO NOME E'
>> NESSUNO sono piuttosto belli. Sarà che gliel'ho scritti
>> tutti io... ;-)
>
> Okay ma perche` urli?


Molti scrivono in maiuscolo i titoli dei film.


--
AIOE °¿°
Ho plonkato tutti quelli che postano da Google Groups!
Qui è Usenet, non è il Web!
Once Upon a Time... 31 Mag 2017 10:44
Il giorno martedì 30 maggio 2017 19:04:10 UTC+2, east...@gmail.com ha scritto:
> Il giorno lunedì 22 maggio 2017 10:29:19 UTC+2, Once Upon a Time... ha
scritto:
>> Il giorno domenica 21 maggio 2017 07:08:08 UTC+2, Giacobino da Tradate ha
scritto:
>>>
>>> perche' "me*****cre"?
>>>
>>
>> Non è la prima volta che lo scrive...
>> Se il me*****cre fosse in riferimento solo agli altri film di Leone,
>> potrebbe essere al limite accettabile (ovviamente per me non esiste).
>> Ma in riferimento agli altri western all'italiana diventa assurdo.
>> C'è un vero e proprio abisso tra i western di Leone e tutti gli altri.
>>
>> Leone giocava in premier league, insieme a Ford, Houston, Peckinpah.
>> Gli altri italiani al massimo lottavano per la salvezza in seconda
>> divisione...
>>
>
> Sì, ma da IL BRUTTO, IL BUONO, IL CATTIVO in poi. Il primo era copiato
inquadratura per inquadratura dl film di Kurosawa, il secondo ha una trama con
avvenimenti abbastanza improbabili, tannto da far dire a Duccio che era una
cretinata.

Beh, se vuoi andare giù pesante sulla logicità, sono veramente pochi
i film che si salvano, compreso IBIBIC.
Perchè Sentenza non ammazza Tuco dopo che ha parlato?
Ti sembra credibile che il Biondo capisca che c'è Tuco
tra le rovine della città bombardata solo per il "suono"
della sua pistola?
Quale garanzia puo' avere Sentenza che il Biondo scriva
il nome della tomba sul sasso? E perchè deve fare un
triello? Può benissimo disfarsi di Tuco che non serve
più a niente e fare un duello con il Biondo.
Uno così spietato e intelligente si fa perculare un po'
troppo facilmente.
Per non parlare di tutta la storia del ponte conteso
tra nordisti e sudisti. Bellissima dal punto di vista
anti-militaresco, ma totalmente assurda per la logica.

> E' buffo quello che scrivi, mi ricorda un aneddoto capitato fra me e Sergio
durante la stesura della mia sceneggiature IL MIO NOME E' NESSUNO. Io scrivevo
la notete poi gli leglevo le scene il giorno dop,. Arrivati a quella in cui i
"cattivi" tentao di corrompere Nessuno affichè ammazzi Beauregard, Srgio storse
il naso e mi disse che era una scena da serie B. Io allora ero fumantino e gli
risposi che anche lui era in serie B e doveva anora vincere il campionato,
perchè in serie A c'erano Fellini, DeSica, Rossellini.... e me ne andai. Ci fu
così una sospensione di 20 giorni, poi Sergio mi telefono chome se nulla fosse
accaduto e e riprendemmo la collaborazione. In Serie A Sergio è arrivato con
"C'era una volta in America", anche qui film pieno di incongruenze e illogicità
ma un CAPOLVORO.
> Tuttavia i film di Tonino, specialmente I GIORNI DELL'IRA, UNA RAGIONE PER
VIVERE E UNA PER MORIRE e IL MIO NOME E' NESSUNO sono piuttosto belli. Sarà che
gliel'ho scritti tutti io... ;-)

Simpatico aneddoto.

Comunque io facevo il confronto con i grandi registi di western americani,
non vedo paragoni con i grandi del neorealismo, anche se è in parte da loro
che Leone ha imparato il mestiere.

In serie A ci è arrivato con C'era una volta il West. Ma io comunque mi
riferivo alla distanza tra i suoi film e gli altri western all'italiana.
Quelli che citi (aggiungerei anche i Quattro dell'ave maria) sono buoni
prodotti, ma restano lontani dai suoi.

Michele
Scroogle 31 Mag 2017 11:43
ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> ha scritto:

> Molti scrivono in maiuscolo i titoli dei film.

Non l'ho proprio mai notato; puoi farmi un esempio?

In qualunque caso, eccetto che per gli acronimi, scrivere in maiuscolo su USENET

equivale ad urlare.

Avevo invece letto in passato in questo gruppo alcune discussioni nelle quali si

era giunti alla conclusione, secondo me corretta, che era il caso di citare i
titoli dei film aggiungendovi anche data e regista, cosi` da evitare confusioni.

Ma certo questo non vale per i "geni" del cinema che dall'alto del loro
piedistallo ... ci rammentano con quali mezzi nei decenni passati abbiano
concorso a mandare in crisi il cinema italiano e che sperano ora, con le parole,

di poter modificare la qualita`, me*****cre, delle loro opere.
shooter.460@gmail.com 1 Giu 2017 09:24
Il giorno martedì 30 maggio 2017 19:04:10 UTC+2, east...@gmail.com ha scritto:

>UNA RAGIONE PER VIVERE E UNA PER MORIRE

che saccheggia la trama di "quella spora dozzina" e "i cannoni di navarone"...
;)


>e IL MIO NOME E' NESSUNO sono piuttosto belli.

Sono MOLTO belli.

>Sarà che gliel'ho scritti tutti io... ;-)

O che li ha girati lui. :p




"N"
ADPUF 6 Giu 2017 21:13
Scroogle 11:43, mercoledì 31 maggio 2017:
> ADPUF <flyhunter@mosq.it.invalid> ha scritto:
>
>> Molti scrivono in maiuscolo i titoli dei film.
>
> Non l'ho proprio mai notato; puoi farmi un esempio?


Beh su FB ho un amico americano che scrive sempre i titoli in
maiuscolo.


> In qualunque caso, eccetto che per gli acronimi, scrivere in
> maiuscolo su USENET equivale ad urlare.


In generale, sì, ma questo è un caso di "evidenziazione" di una
parte del discorso, per farlo risaltare/separare.

Un po' come il *grassetto* o la _sottolineatura_ .


> Avevo invece letto in passato in questo gruppo alcune
> discussioni nelle quali si era giunti alla conclusione,
> secondo me corretta, che era il caso di citare i titoli dei
> film aggiungendovi anche data e regista, cosi` da evitare
> confusioni.


Sì, ma spesso non è necessario.


> Ma certo questo non vale per i "geni" del cinema che
> dall'alto del loro piedistallo ... ci rammentano con quali
> mezzi nei decenni passati abbiano concorso a mandare in crisi
> il cinema italiano e che sperano ora, con le parole, di poter
> modificare la qualita`, me*****cre, delle loro opere.


No comment.


--
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