Il cinema in Italia
 

CANNES

eastaldi@gmail.com 12 Mag 2017 16:36
Il Festival dei Cinema
di Database

Vi è mai capitato di assistere a un dibattito in televisione e di accorgervi
che - mentre si parla di uno specifico tema - nessuno dice la cosa che avete in
mente e chi sembra tanto ovvia da farvi balzare su una sedia dal nervoso che vi
viene?
Bene: mi sta succedendo adesso e lo dico a voi. Ma prima l’antefatto.
I francesi hanno fatto due cose questa settimana. Una buona, domenica scorsa.
L’altra pessima l’altro ieri, ed è questa che ci riguarda.
Magari avete sentito la notizia: il festival di Cannes ha deciso che dal
prossimo anno i film che parteciperanno al concorso dovranno garantire tutti il
passaggio nelle sale francesi. Detta così, per noi che amiamo il cinema (e il
cinema in sala, come no) sembra ovvia, quasi b*****e. Ma se si guarda da vicino,
ecco che le cose prendono una nuova piega. La decisione è nata dalle polemiche
suscitate dagli esercenti per due film - Okja, di Bong Joon-Ho, e The Meyerowitz
Stories, di Noah Baumbach - che sono prodotti da Netflix e che quindi verranno
poi pubblicati sulla loro piattaforma (come è successo l’anno scorso a
Venezia, lo ricordiamo, per Beasts of No Nation, di Cary Fukunaga). Ora non è
che Netflix non vuole che i film non vadano in sala. È che in Francia la regola
vuole che trascorrano tre anni prima che un film che è passato dalle sale possa
poi essere venduto in Dvd o in ******* o trasmesso in streaming. Netflix ha
chiesto di accorciare questa finestra: le è stato detto di no.
In realtà la direzione di Cannes - a leggere i giornali - ha detto di farlo per
il pubblico: la sala è aperta a tutti, hanno detto, la piattaforma di streaming
solo agli iscritti. E questa è la bugia palese che mi ha fatto saltare sulla
sedia: primo perché le sale non sono ovunque e vi sfido, se abitate a Moulins o
a Saint-Pol-de-Léon o magari a Cherbourg-Octeville, ad aspettare il passaggio
in sala del film di Bong Joon-Ho. Secondo perché una piattaforma come Netflix
consente di pagare l’iscrizione anche solo per un mese: in pratica con 5 euro
vi potete vedere i due film suddetti e poi cancellare l’account. Penso che il
biglietto nelle sale francesi costi circa 10 euro (qui potete vedere una tabella
comparata dei prezzi delle sale nel mondo): quindi la cosa mi sembra anche
abbastanza conveniente (e ciò senza contare che in quel mese pagato, su Netflix
potete vedere tutto quel che volete).
È evidente quindi (e trascurando il fatto che alcuni dei film in concorso a
Cannes l’anno scorso da noi non sono MAI andati in sala, Premio alla Giuria
compreso, e difficilmente ci andranno) che questa decisione del Festival di
Cannes non è a favore del pubblico, né a favore del cinema tout court: è a
favore degli esercenti. Che nella loro relazione con le piattaforme di streaming
assomigliano un po’ ai tassisti nostrani con Uber. Perché è evidente che non
sarà con politiche protezionistiche che si fermerà il cambiamento in corso.
Quindi i francesi mentono sapendo di mentire. Non solo: ma per proteggere gli
esercenti decidono di chiudere le porte a film e autori, colpevoli solo di aver
trovato produzione e distribuzione altrove rispetto ai circuiti sin qui
sperimentati.
Per fortuna c’è chi è più ragionevole, come Alberto Barbera, direttore
della Mostra del Cinema di Venezia, che ha detto in elegantese che i francesi
sono matti: “Il ruolo è diffondere il cinema di qualità, selezionarlo, farlo
emergere, sostenerlo in quanto tale e non per dove si può vedere”. Come a
dire che un Festival non può essere asservito alle logiche di chi guadagna
(distributori o esercenti che siano), ma deve avere come unico fattore di
selezione e di valutazione il valore artistico dell’opera stessa. E mi sembra
corretto. Sennò che lo chiamino il Festival dei Cinema, anziché del cinema.
Voi che ne dite?
Karamazov 12 Mag 2017 16:52
Il giorno venerdì 12 maggio 2017 16:36:11 UTC+2, east...@gmail.com ha
> Voi che ne dite?

ultimi tentativi di resistenza futile al cambiamento.
mi piacciono le imprese impossibili quindi
sono dalla parte dei retrogradi utopisti di Cannes.
Trystero 12 Mag 2017 17:16
Karamazov <karymazov@gmail.com> wrote:

> sono dalla parte dei retrogradi utopisti di Cannes.

Approvo.
Chi non è d'accordo può partecipare ad altri festival, o anche
organizzare un altro festival, con altre regole.
Geos 12 Mag 2017 17:53
"Trystero" ha scritto nel messaggio
news:1n5x960.quj9cnlhh40N%diego.trystero@gmail.com...

Karamazov <karymazov@gmail.com> wrote:

> Chi non è d'accordo può partecipare ad altri festival, o anche
> organizzare un altro festival, con altre regole.

In linea di principio hai ragione nel senso che ogni festival può scegliere
le regole che desidera tuttavia le ragioni o meglio gli interessi che hanno
portato a questa scelta sono piuttosto meschini
dalai lamah 12 Mag 2017 19:43
Un bel giorno eastaldi@gmail.com digitò:

> una piattaforma come Netflix consente di pagare l’iscrizione anche solo
> per un mese: in pratica con 5 euro vi potete vedere i due film suddetti
> e poi cancellare l’account. Penso che il biglietto nelle sale francesi
> costi circa 10 euro (qui potete vedere una tabella comparata dei prezzi
> delle sale nel mondo): quindi la cosa mi sembra anche abbastanza
> conveniente (e ciò senza contare che in quel mese pagato, su Netflix
> potete vedere tutto quel che volete). È evidente quindi (e trascurando
> il fatto che alcuni dei film in concorso a Cannes l’anno scorso da noi
> non sono MAI andati in sala, Premio alla Giuria compreso, e
> difficilmente ci andranno) che questa decisione del Festival di Cannes
> non è a favore del pubblico, né a favore del cinema tout court: è a
> favore degli esercenti. Che nella loro relazione con le piattaforme di
> streaming assomigliano un po’ ai tassisti nostrani con Uber. Perché è
> evidente che non sarà con politiche protezionistiche che si fermerà il
> cambiamento in corso. Quindi i francesi mentono sapendo di mentire.

Scommetto che i più scaltri ti tirerebbero fuori delle menate che hanno a
che fare col digital divide: chiunque può prendere il treno e andare a
vedere un film a 200 km di distanza, ma se non hai la banda larga a casa,
ciccia con Netflix!

--
Fletto i muscoli e sono nel vuoto.
Karamazov 12 Mag 2017 23:13
Il giorno venerdì 12 maggio 2017 17:16:09 UTC+2, Trystero ha scritto:
> Karamazov <karymazov@gmail.com> wrote:
>
>> sono dalla parte dei retrogradi utopisti di Cannes.
>
> Approvo.
> Chi non è d'accordo può partecipare ad altri festival, o anche
> organizzare un altro festival, con altre regole.

detto questo con ogni probabilità in un paio di anni Netflix si
comprerà il sordido e grigio Festival e lo
trasformerà in un bivacco di manipoli.
Erg Frast (lab) 15 Mag 2017 11:38
Il 12/05/2017 16:36, eastaldi@gmail.com ha scritto:
> Il Festival dei Cinema
...
Non vedo il problema
Netflix : Cannes = Cavoli : Merenda

EF


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http://www.avg.com
Scroogle 16 Mag 2017 17:36
eastaldi@gmail.com <eastaldi@gmail.com> ha scritto:

> (qui potete vedere una tabella comparata dei prezzi delle sale nel
> mondo)

Qui dove?

Probabilmente c'era un link nella pagina originale da dove hai
pedestremente ricopiato il testo ...

Non ti pare che sarebbe stato meglio da tutti i punti di vista scrivere
qui solo l'URL, l'indirizzo, della pagina originale che avevi pubblicato?

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